Stupraturi: poesia contro la violenza sulle donne

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rose_mirella prinzivalliCiò che andrete a leggere è ciò che in termine tecnico viene chiamato offtopic, ma per una volta speriamo ce lo consentirete. Il tema non riusciamo a non trattarlo e lo faremo un po’ a modo nostro. Da un periodo a questa parte nei telegiornali, nei Social Network e in tutti i mass media possibili ed immaginabili altro non si parla che di donne vittime di stupri e abusi, che non possono vivere regolarmente la loro vita perché si sentono perseguitate, malmenate, picchiate, umiliate (e chi più ne ha più ne metta). I loro carnefici sono persone di sesso maschile che come si dice da noi “si sentono tutti”, che vuol dire in pratica che si vantano delle loro azioni.

Noi, redazione di Tradizioni Sicilia, vogliamo fare una riflessione a modo nostro sull’argomento: con una poesia scritta in dialetto siciliano da Rosanna Alberghina, una nostra fan che ringraziamo vivamente e a cui facciamo i complimenti per la bravura e la profondità con cui ha trattato un argomento molto delicato:

STUPRATURI

Quannu Diu
ti misi a lu munnu
ti fici beddu e senza piccatu..
Nenti putiva sapiri
Di chiddu
chi tu stai
ppi divintari..
Nu liuni
chi
mustra li denti
quannu
‘ncapu na fimmina
tu..
nesci tutta la rraggia
Si tu.
Veru briganti
Sulu accussi
appari putenti
Ma,
na cosa
nun ti scurdari..
chi quannu
maltratti lu ventri
di na fimmina,
Diu ti talia
E chiangi ppi tia..
Pensa puru
a
tò matri..
mentri la scena
si talìa murtificata e ti dici:
maliritta
ju..
e
quannu ti fici!!!!

Rosanna Alberghina

 

"L’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima. Qui comincia tutto." J.W.Goethe, Viaggio in Italia