Il terremoto in Sicilia: cosa ha distrutto e che forze ci ha dato

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fonte web

Nei secoli e negli anni ogni regione ha la sua triste storia “post-terremoti”. Di conseguenza anche la nostra Sicilia. Scosse che hanno lasciato il segno nei cuori e nelle menti di coloro i quali lo hanno vissuto in prima persona, perdendo anche i propri cari, oltre le proprie abitazioni. Una vita di sacrifici spazzata via in una manciata di secondi.

 

Terremoti in Sicilia: una ricostruzione Storica

Nella nostra Isola il secolo Novecento non è certo iniziato bene sotto questo aspetto. Il Natale del 1908 era appena trascorso, quando la mattina del 28 dicembre 1908, un terremoto che raggiunse il 10° grado della scala Mercalli, fece impazzire i sismografi della provincia di Messina (costruita e ricostruita più volte già in epoche passate a causa di terremoti nel XVIII° secolo e di invasioni coloniali successive) e della vicina costa della Calabria.

La città in un attimo era stata rasa completamente al suolo, ma a fare ancora più paura è stato il bilancio delle vittime che si registrò; il numero degli abitanti si dimezzò drasticamente, e le scosse si avvertirono ancora per diverso tempo.

Il terremoto del Belice

Col passare degli anni altre scosse, ma quello che sicuramente ha di nuovo sconvolto menti, cuori e costruzioni della gente siciliana è stato il tristemente famoso terremoto del Belice del gennaio 1968. E’ stato definito così in quanto si è verificato presso un’area della parte ovest della Sicilia che si chiama appunto Valle del Belice, che si trova compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo.

Questo avvenimento mise la resistenza psico-fisica della popolazione davvero a dura prova. Già si viveva in abitazioni costruite in zone per nulla sicure (le scorie della seconda guerra mondiale erano ancora ben presenti); in più problemi burocratici, economici, ritardi negli interventi per ricominciare a vivere, costrinsero tantissime persone ad emigrare al nord, lasciando miseramente la propria terra. Ad esempio una meraviglia a livello artistico-architettonico, culturale e storico come Gibellina (in provincia di Trapani) fu distrutta in un nulla; ferrovie, autostrade vennero lentamente e faticosamente ricostruite per tornare alla normalità.

Le scosse di Palermo nel 2002

Il terremoto ha fatto di nuovo “visita” alla nostra Isola in maniera molto forte, ma con conseguenze un po’ meno gravi nel settembre 2002. 5.6 gradi della Scala Richter sono un buon motivo per creare panico tra la gente che poco dopo le 3 di notte affolla le piazze della città di Palermo. In particolare lo stile Barocco della zona dei Quattro Canti è stata un po’ incrinata dalle scosse telluriche.

Arriviamo infine ai giorni nostri, quando circa un mese fa una “bella” mattina , onde sismiche colpiscono di nuovo il capoluogo siciliano (per fortuna senza conseguenze stavolta).

Non possiamo non fare una citazione sulle popolazioni dell‘Emilia , colpite ultimamente e malamente da questo evento naturale. Anche qui paesi distrutti, vittime e ricorso a tendopoli e ritrovi di fortuna.

Siamo con voi, così come il resto dell’Italia.

Foto dal web


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