Mare, Gattopardo e…Capo d’Orlando

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L’estate è ormai arrivata: c’è voglia di mare, di sole e di spensieratezza e questo mese vogliamo portarvi in una cittadina davvero frizzante, perfetta per chi vuole trascorrere un fine settimana all’insegna del divertimento e della cultura. Vogliamo portarvi nella città dove, a quanto si racconta, è stata scritta la canzone “Sapore di sale”, ossia Capo d’Orlando (ci troviamo in provincia di Messina). 

Capo d’Orlando si affaccia sulle acque cristalline del Tirreno e le sue spiagge  chiudono il litorale della Costa Saracena. Il suo territorio è ricco di storia e bellezze naturali; qui la tradizione e la modernità si fondono donando alla città il suo amore per l’arte offrendo punti panoramici mozzafiato, spiagge immense, pennellate di blu e all’orizzonte le Isole Eolie ne fanno da sfondo. Capo d’Orlando ha origini da un’antica città sicula chiamata “Agathyrnon” e, secondo una leggenda, fu fondata proprio dal figlio di Eolo, Agatirso, ai tempi della guerra di Troia.


Il mare di Capo d’Orlando nel 1299 fu scenario di una terribile battaglia navale tra i due fratelli aragonesi Giacomo II e Federico II per il Trono di Sicilia. Di epoca normanna è il nome della città, dove si narra che il
paladino Orlando abbia fatto sosta  proprio in questa terre durante una crociata in Terra Santa.

Un’altra leggenda vuole che Carlo Magno ribattezzò la città chiamandola come il celeberrimo paladino e ne abbia inoltre fondato il Castello della città  proprio in suo onore. Di grande rilievo storico,  il castello d’Orlando costruito sulla sommità del promontorio della città ha avuto un ruolo difensivo e di avvistamento. In seguito a terremoti e frane che interessarono il monte del castello, nel XIX secolo venne ceduto alla diocesi di Patti dai frati Cappuccini. Oggi tra i suoi resti trecenteschi è accolto il Santuario dedicato a Maria SS. protettrice di Capo d’Orlando.

La piccola statua della Vergine ha una storia molto particolare. Venne trovata il 22 ottobre del 1598 dai guardiani del castello che sentirono dei rumori provenire dal cortile, videro un pellegrino che, dato l’allarme usato per avvisare la popolazione dagli attacchi nemici, lasciò un piccolo sacchetto. Incuriositi, i guardiani lo aprirono, e con immenso stupore trovarono una piccola cassetta ornata da immagini sacre. Aprendola, trovarono custodita la piccola statua di Maria, di straordinaria bellezza che tenendo fra le braccia il Bambinello le contempla il volto.  I guardiani credettero di riconoscere nel pellegrino il santo Cono Navacita. Ben presto venne fatto erigere il Santuario dove, sotto un clima di festa, venne posto il simulacro della Vergine. Purtroppo nel 1925 la statua originale venne rubata, e inutili furono le ricerche degli orlandini; dal 1926  si può ammirare solo la copia argentea del simulacro.

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Un altro bellissimo castello, costruito in difesa dagli attacchi dei pirati, è il castello Bastione, con lo scopo di  difendere le piantagioni di cannamele, che da tempo si erano diffuse nella zona. Il castello fu sempre in mano di Baroni e Conti e oggi è di proprietà del Comune. Punto di riferimento per molti pescatori orlandini è il Faro, simbolo della città insieme al Monte della Madonna. Esso è posto sotto la giurisdizione di Marisicilia e sotto l’autorità della Marina Militare.

Capo d’Orlando è terra di artisti, come il regista Vittorio Sindoni e il poeta Lucio Piccolo, ma molti sono gli artisti che hanno visitato la città, come il cantante Gino Paoli, dove sembra abbia scritto proprio qui “Sapore di sale”, durante una sua tournée estiva nella città. Ma Capo d’Orlando non si è fatta mancare nemmeno i grandi scrittori, come l’autore del “Gattopardo” Giuseppe Tomasi di LampedusaQui lo scrittore gattopardiano era legato da una grande amicizia, oltre che dalla parentela con la famiglia Piccolo. La nobile famiglia palermitana si trasferì a Capo d’Orlando intorno agli anni ’30, e i loro ricordi artistici e familiari sono conservati nella villa omonima. Nell’elegante edificio dell’800 Giuseppe Tomasi di Lampedusa era spesso ospite dei cugini Lucio, Agata Giovanna e Casimiro Piccolo, e qui scrisse buona parte del suo capolavoro. Oggi Villa Piccolo è un museo-fondazione dove sono conservati quadri, fotografie, ceramiche e una ricca biblioteca della famiglia. Visitando il museo non potrete non immergervi nella natura e nei suoi colori passeggiando nel parco, cuore della villa. Il parco è stato curato da Agata Giovanna Piccolo, appassionata di botanica. Fu la prima a coltivare in Europa e in Sicilia la Puya berteroniana facendosi arrivare le piante direttamente dal Brasile, ed è oggi presente in Sicilia solamente a Villa Piccolo.

Per chi ha letto il “Gattopardo” visitando la villa e il parco, sembrerà di essere immersi per un attimo negli ambienti del principe Salina e nel giardino di Donnafugata. Il parco ha un lussuoso giardino dove potete ammirare piante di ogni genere e specie, alberi e piante rare mediterranee.  Il giardino ospita un caffè letterario e in un lungo e grande viale ai piedi di un grande pino, si trova un sedile chiamato “panchina di Lampedusa”, poiché a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e a Lucio Piccolo piaceva sedersi proprio lì e conversare di letteratura. Una particolarità del giardino è il  “cimitero dei cani” uno dei pochi al mondo; inoltre la fondazione promuove molte attività culturali della zona.

L’antica storia di Capo d’Orlando è stata studiata e conservata con grande orgoglio degli orlandini nell’Antiquarium nato tra gli anni del 1970 e il 1980 da un gruppo di giovani che si misero sulle tracce dell’antica città di Agartino. Nella struttura sono esposti reperti che testimoniano la storia millenaria del territorio orlandino e la scoperta delle terme di Bagnoli, dando un ulteriore stimolo alla ricerca archeologica nel territorio.

Per chi ama il trekking e le lunghe passeggiate immerse nella natura c’è il sentiero Goletta. Il sentiero è lungo circa 1.200 km ed è percorribile solo a piedi, o per i più volenterosi, in mountain-bike. Passeggiando potete ammirare paesaggi caratteristici e il sentiero è delineato dalla caratteristica “macchia mediterranea” che vi inebrierà con i suoi tipici profumi e colori. Potete ben apprezzare il silenzio della natura, lasciandovi cullare dal lieve suono delle onde del mare mentre ammirate il magnifico panorama marino dove fanno capolino le Isole Eolie. Gettando lo sguardo a nord-est noterete la Torre di Brolo e Capo Milazzo. Percorrendo il sentiero si giunge nella galleria di San Gregorio trovandosi dinanzi al Ballatoio dei Conigli , chiamato così perché alle prime luci dell’alba questi piccoli roditori escono alla ricerca di cibo.

Capo d’Orlando offre al visitatore molti eventi di vario genere e, con l’arrivo dell’estate le serate orlandine saranno arricchite da manifestazioni di vario genere culturale, artistico, musicale con concerti di cantanti del momento, regalando delle serate estive all’insegna della movida orlandina. 

Per ogni info: www.turismocapodorlando.it
Comune di Capo d’Orlando: 
www.comune.capodorlando.me.it
Villa Piccolo: www.fondazionepiccolo.it
Antiquarium: www.archeoclubcapodorlando.wordpress.com/antiquarium-online

 

Angela Bertino

Innamorata della mia terra, la Sicilia e sono orgogliosa di essere terrona. Quando trovo l’occasione compro libri e riviste che parlano della sicilianità; per la curiosità di conoscere, di approfondire la mia “sicilianità”.