Il dolce di Carnevale: la pignoccata al miele

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Questo antichissimo dolce ha attraversato il tempo subendo non poche alterazioni e rischiando anche di scomparire. Di origini arabe (forse addirittura greche), era un dolce già conosciuto nell’antica Contea di Modica ma, già intorno agli anni ’70, come riporta il gastronomo Pino Correnti, risultava quasi scomparso.

Il suo nome era in origine “pignuccata d’a sdiruminica”, ovvero “pignoccata dell’ultima domenica”, quella cioè del Carnevale. La sua particolarità era, quindi, di essere consumata un unico giorno all’anno. Oggi lo si trova pressoché ovunque in Sicilia: nelle pasticcerie così come sui banconi dei panifici più sofisticati; lo si può comunque mangiare da gennaio fino a tutto il mese di febbraio. Anche la sua forma e la ricetta sono cambiate. Un tempo veniva preparato con soli tuorli, sugna e farina, e condito con miele e acqua ai fiori d’arancio; i piccoli biscottini (detti gnòcculi) erano poi conditi dentro una forma che dava l’oro l’aspetto di una pigna, da cui il nome “pignoccata”. Un dolce molto simile è la “pizzicata”, che viene però assemblata ad anello e condita con miele, polvere di cannella e canditi di agrumi vari. Non confondetele!
La ricetta che è qui proposta risale almeno agli anni ’50 ed è quella che si può gustare ancora oggi nel periodo del Carnevale.

Ingredienti:
400 gr di farina 00
4 uova
40 gr di strutto (o burro)
1 cucchiaio di alcol puro
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di 1 limone

Per condire:
250gr di miele
4 cucchiai di zucchero
la scorza grattugiata di 2 arance
olio di semi per friggere


Impastare la farina con lo strutto, aggiungere: le uova, il sale, la scorza di arancia, lo zucchero e l’alcol. Servirà di certo dell’altra farina per rendere l’impasto liscio mentre lo si lavora. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare sul tavolo per 30’.
Preparare un pentolino con due tazze di olio (personalmente uso per metà olio di semi e metà olio extra vergine d’oliva).

Da piccole porzioni dell’impasto si iniziano a ricavare dei lunghi e sottili salsicciotti da lavorare su un piano di legno poco infarinato; assottigliarli fino al diametro di un centimetro e tagliarli con una spatola “leccapentola” a piccole rondelle. Riscaldare l’olio e cuocere a fuoco basso fino a doratura.

gnoccata6Scolare su carta assorbente e tenere tutto da parte. In una grossa pentola mettere lo zucchero e il miele e fare fondere a fuoco bassissimo (o a bagnomaria).

Aggiungere la scorza d’arancia grattugiata e i biscottini, con un cucchiaio di legno rimestare i biscotti per una decina di minuti per far assorbire un po’ del miele, spegnere il fuoco e continuare a rimestare qualche altro minuto finché lo sciroppo liquido non si addensa diventando appiccicoso. Pulire per bene il piano in legno su cui avete lavorato e bagnarlo abbondantemente con acqua. Con un cucchiaio bagnato raccogliere parte dell’impasto e creare dei mucchietti sulla spianatoia che dovranno raffreddare per almeno 3-4 ore. Quando saranno duri e asciutti, li si possono anche conservare in barattoli ermetici di vetro.

Da leccarsi i baffi, non credete?

Simona Cultrera

La cucina è un’arte nel doppio senso di “arte del saper fare” che riguarda la conoscenza delle tecniche, e “arte concettuale”, quella pura del mezzo espressivo, attraverso cui chiunque può esprimere se stesso e il proprio territorio.